Gravidanza-e1432544539922-1440x564_c

La gravidanza è un evento fisiologico che quasi sempre si svolge senza particolari problemi fino al parto. Va comunque seguita con attenzione perché talvolta si accompagna a piccoli fastidi (come la nausea, il mal di pancia, il mal di schiena, piccole perdite vaginali) che si affrontano con i giusti rimedi. Una gravidanza che decorre fisiologicamente viene da noi seguita con controlli periodici, solitamente mensili, che consistono nella visita ginecologica, l’ecografia, il controllo degli esami del sangue, del peso, della pressione arteriosa e, soprattutto, nel colloquio con la donna per rispondere a tutte le domande o ai dubbi che inevitabilmente si pongono, specialmente alla prima esperienza. Verranno inoltre consigliati gli esami di approfondimento da effettuare in determinati periodi della gravidanza, come lo screening o la diagnosi delle anomalie cromosomiche (duo-test, amniocentesi, ecc.), lo screening delle malformazioni fetali (ecografia prestrutturale, ecografia morfostrutturale), anche cardiache (ecocardiografia fetale), lo screening della preeclampsia (gestosi), così come lo studio delle anomalie della crescita del bambino, della funzionalità della placenta, della quantità del liquido amniotico, ecc. In alcuni casi la gravidanza viene considerata “a rischio”, per cui i controlli possono diventare più frequenti.

Diagnosi Prenatale
Per diagnosi prenatale si intende lo sforzo che la scienza medica offre nella scoperta delle malattie, appunto, prima della nascita. Le metodiche si dividono in invasive e non invasive. Quelle invasive sono quelle che comportano un piccolo rischio di complicazioni intrinseco all’esame stesso (amniocentesi, prelievo dei villi coriali) come la rottura delle membrane amniotiche, le infezioni, l’aborto. Si effettuano soprattutto per lo studio delle anomalie cromosomiche o genetiche. Quelle non invasive sono soprattutto l’ecografia, la flussimetria doppler, la cardiotocografia. Hanno lo scopo di ricercare eventuali anomalie o patologie che possono compromettere la salute o il benessere del bambino.

Il Parto
Una posizione anomala del bambino a termine di gravidanza, una placenta che ne impedisce la nascita o che si distacca all’imrovviso, una patologia materna che renderebbe troppo rischioso un parto naturale o la decisione irremovibile della donna che non vuole partorire per le vie naturali (principio dell’autodeterminazione) costituiscono indicazioni all’espletamento del parto mediante taglio cesareo.
La donna deve essere informata e preparata ad affrontare anche questo possibile evento, che talvolta può presentarsi anche in corso di travaglio, laddove si verifichino delle situazioni di particolare emergenza. Il ginecologo illustra tutto lo svolgimento dell’operazione, così come l’anestesista spiega i vantaggi dei vari tipi di anestesia, che oggi è quasi sempre la cosiddetta “spinale”, cioè il blocco delle sensazioni dolorifiche dalla pancia in giù, il cui effetto dura circa 3 ore. Il parto operativo si intende anche quello in cui, in corso di parto spontaneo e in caso d’improvvisa sofferenza del bambino, si decide di aiutarlo a fuoriuscire applicando sulla sua testa la cosiddetta “ventosa ostetrica” allo scopo di accelerarne la nascita esercitando una specifica trazione.