La fertiloscopia (talvolta chiamata Idrolaparoscopia Transvaginale o Culdoscopia) è una tecnica relativamente recente: la prima, infatti, è stata eseguita nel 1997, in Francia. Da allora si sta diffondendo e attualmente viene eseguita ancora in pochi centri in Italia, tra cui il nostro Dipartimento di Ginecologia, Ostetricia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana. La fertiloscopia è un’indagine mininvasiva che costituisce una buona alternativa alla laparoscopia diagnostica, una procedura standard ma sicuramente non innocua, capace molto spesso di rivelare patologie in pazienti asintomatiche. Essa consente la visualizzazione della pelvi posteriore (cioè quella parte della cavità addominale in cui è possibile mettere in evidenza la faccia posteriore dell’utero, le ovaie, le tube e le anse intestinali con il retto), mediante l’introduzione, attraverso il fornice vaginale posteriore, di un’ottica previa anestesia locale.